Nightmare before Christmas – Natale a casa Ken

C’era una volta un bellissimo bambolotto di materiale plastico con un bel ciuffo e addominali scolpiti; il suo nome era Ken e la sua vita era perfetta.

Il Ken conduceva il classico stile di vita ‘salutare’: sveglia alla mattina e poi in giro tutto il giorno a dire ciao a chiunque; tutto era sempre perfetto, i suoi colleghi della Mattel perfetti, la sua fuoriserie perfetta, la sua casa perfetta, e anche gli anni che passavano non ne scalfivano il suo perfetto fascino relativamente magnetico.

Il Ken era il simbolo del bene e della vita con il sorriso sempre stampato sulla faccia; e quando dico stampato, intendo che è proprio stampato in faccia.

Era la vigilia di Natale quando il nostro eterno ragazzone, si accingeva ad appisolarsi nella sua cameretta per prepararsi al giorno più importante dell’anno, il Natale. Come ogni vigilia aveva fatto il giro di tutta la sala giochi per fare gli auguri a tutti quanti, anche ai terribili nanetti che gli facevano sempre scherzi; e per ognuno una frase e un pensiero diverso. Che mito questo Ken!

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Chiedilo allo Zio – Puntata 3: Lo sborone di plastica

Ricevo con piacere un questito da parte dell’utente Gore riguardo alla bicicletta da montagna in uno dei suoi utilizzi più frequenti, ma anche più insidiosi.

Ciao Zio, mi chiamo Gore e di professione faccio il proctologo.

Sono ormai anni che non riesco a prendere sonno la notte, ma anche il giorno, perché una domanda continua ad assillare la mia mente. Sono ormai giunto alla esasperazione, ma la tua ottima rubrica mi ha dato ancora una speranza.
Perché quando uno fa lo sborone va sempre tutto storto? Esempio classico: gruppo di begli esseri umani di sesso femminile.
Tu le vedi.
Fai lo sgargiante e ti lanci plastico nonché aereo in una bella impennata con la tua bike da FR appena lavata, oliata e lucidata col panno in pelle daino.
Prendi in pieno un tombino di quelli a fessura larga, il copertone posteriore si incastra nella fessura, l’anteriore si abbassa di botto e tu rischi un decollo stile catapulta greco-romana, con conseguente figura meschina.
Illuminami o sommo!

In fede
Gore

PS: quando passi dalle mie parti mi farebbe piacere invitarti a cena; un mio collega mi ha appena mandato dei fantastici guanti in lattice alla spalla da provare… così controlliamo se è tutto a posto lì dentro.

Ciao Gore,

grazie per avermi posto una domanda che, ahimè, rovina il sonno a numerosi altri amici.

Devi sapere che la pratica dello sborone a tempo perso, pur essendo un hobby molto diffuso, è un’attività psicofisica molto complessa che richiede adeguata preparazione mentale ed atletica. Nel tua caso, infatti, hai una tecnica già abbastanza evoluta, ma che porta al fallimento per la mancanza di pochi e semplici accorgimenti basilari.

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Chiedilo allo Zio – Puntata Due

Continua la rubrica di pubblica utilità dello zio; sulla scia del quesito dell’utente di fantasia Emmo, ricevo una richesta di chiarimenti da un utente questa volta reale come l’amico MaoRonny della puntata uno, ma con lo strano nick di NanoFarad (per capire meglio l’origine del quesito, consiglio di rileggere la Puntata Zero de Chiedilo allo Zio, oppure chiedere direttamente a Nanofarad che nel frattempo mi ha cancellato dalla lista degli amici e addirittura da quella dei nemici…
“Ciao Ziofujo, sono NanoFarad e faccio il minatore.

Insieme ai miei 6 compagni di lavoro, ormai da un giorno e mezzo siamo tuoi storici ed entusiati fans.
Leggendo la puntata zero di ‘Chiedilo allo Zio’ però mi rendo conto che forse sono un pochino duro, Zio! Io ovviamente.
Non riesco a collegare il “lavoro” ( e il problemino) di Mr Emmo…con la ehm , malattia ??! ..coprofagia e soprattutto il volo in aereo….

Restiamo in fremente attesa di una tua risposta che leggeremo tutti insieme stasera tornando alla nostra casetta nel bosco.

Con assoluta stima
Tuo NanoFarad

PS: se capiti nel bosco, ci farebbe piacere averti con noi a cena. Da qualche tempo abbiamo con noi una spece di badante che oltre a cucinare delle ottime zuppe e torte, è anche di una bellezza incomparabile. Pensa che parla anche agli uccelli.’

Caro NanoFarad,

grazie per la tua domanda alla quale vado tosto a rispondere.
Il nostro caro Emmo non è malato di coprofagia, bensì, come lo stercorario, fa della coprofagia la sua professione. Dovendo assaggiare escrementi per lavoro capirai che la perdita di appetito causata della sofferenza negli aeromobili, causa delle difficoltà nella sua attività.
Emmo pratica la coprofagia con gran dignità ed entusiasmo; tempo fa avevo già risolto un suo fastidioso problema; ti riporto un estratto del nostro scambio epistolare:

Ciao Ziofujo, sono Emmo e di professione faccio il coprofago per una nota azienda. Amo la mia professione, ma fatico ad avere rapporti con il resto del genere umano a causa del mio alito imbarazzante. Ho provato in tutti i modi, anche cambiando nome, ma nulla è servito.
Ti ringrazio in anticipo per la tua risposta che sarà sicuramente risolutiva’

Carissimo Emmo, capisco il tuo disagio. Da che mondo e mondo il genere umano suole ghettizzare il diverso; il fatto di avere i due principali sfiati fisiologici puzzolenti, anziché uno solo come natura vuole, ti pone di fatto in una situazione di emarginazione. La mia soluzione definitiva è quella di far aderire una dose del prodotto Fresh Disk su un lato interno della natica, in tre sempici mosse:
 

Vedrai che immediatamente anche tu avrai un solo sfiato fisiologico puzzolente; non a caso questo gel è stato eletto, giustamente, ‘prodotto dell’ano’.’

Quindi caro NanoFarad credo che con quest’ultima citazione ti sia tutto chiaro.

Con strabiliante stima,
tuo Ziofujo

PS: Grazie NanoFarad per l’invito, ma sto facendo una dieta a base di pesce siluro del Baltico e non posso sgarrare. Piuttosto, alla fine di tutta la storia quando il principe verrà a prendere la vostra badante, riesci a farmi avere lo specchio magico?

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La Ruota Libera e il Meglio Attrezzo di Tutti

Come ogni finesettimana che si rispetti, i programmi ciclistici sono saltati e quindi essendo in balia di me stesso, mi sono dedicato al fai da te stesso a tuttotondo.

Innanzitutto la bicicletta: l’ultima uscita era finita con la ruota libera, liberissima e di conseguenza con lo zio che spinge la bici sulle salite… in pratica nessuna differenza rispetto a quando la ruota libera funziona.

Come tutti gli appassionati di bici, considero il mio velocipede un (ingombrante) appendice del mio corpo, che mi rispecchia nell’umore, nella fatica, nel divertimento, nella gioia, nella tristezza, nella buona e nella cattiva sorte; se io sudo, la mia bici suda e se io spingo, la mia bici spinge, e se io cado, la mia bici cade. La considero un essere vivente, quindi pensavo che lasciandola appesa al muro per qualche giorno, anche la sua ruota libera sarebbe guarita da sola come succede alle mie ferite e gibolli.

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Chiedilo allo Zio – Puntata Uno

Dovete sapere che lo Zio risponde a ogni tipo di domanda a livello universale, ma più frequentemente si trova a dover rispondere a domande inerenti alle proprie passioni. Oggi infatti pubblico e rispondo alla domanda ricevuta alcuni giorni fa a mezzo epistolare da un compagno di uscite in bici.

‘Ciao Zio, mi chiamo Red Ronnie, ma da tutti mi faccio chiamare Mao Ronny altrimenti chi mi conosce scappa da me perchè hanno paura che gli chieda un prestito per comprare una chitarra di qualche artista maledetto del rock anni ’70. 

So che risolvi problemi, quindi avrei piacere di sottoportene uno dei miei!!! Avendo dovuto cambiare le coperture gommate all’amata mtb, ho deciso di applicargli la famigerata accoppiata DHF+HR 2 ply e ne sono rimasto subito entusiasta!!! Ho cominciato a poggiare a terra l’orecchio in curva, a fare in sella “ripidini” che se ci provi a piedi vai in sforbiciata che nemmeno Altafini ai suoi tempi, ad affrontare sponde e cambi di direzione a quella velocità che ti lascia il sale delle lacrime sulle tempie e tanti moscerini sui denti… ma in salita con i loro DUEMILATRECENTOTTANTA grammi complessivi è come far rotolare le macine di un mulino come nemmeno Conan Il Barbaro ai suoi tempi! Dopo innumerevoli notti in bianco e tre mouse consumati a consultare forums, siti, social network e porno ho messo un tutore al polso destro e ho deciso: prendo una coppia di Onza e le Maxxis me le tengo per le giornate con risalite meccanizzate!!! Ho quindi prontamente ordinato le suddette idolatrate coperture pensando di aver definitivamente risolto l’unico problema che mi fa guardare l’amata con un sentimento di desiderio e nausea insieme, ma quello del freerider è un mondo difficile e mi sono trovato davanti al problema di cui sopra: ho ordinato due Ibex FR 2,25 120 TPI, ma ne aveva solo una e quindi mi ha dato una 120 e una 60 TPI. Per fenomeni fisico-meccanico-quantistici che mi sono altamente sconosciuti quella da 60 pesa più di quella da 120 e – finalmente – qui arriva il mio quesito per te, o brillante risolutore degli altrui problemi!!! La gomma che pesa dippiù la monto davanti o dietro????? Nel ringraziarti genuflesso anche solo per l’attenzione che mi concederai, confido nel tuo sapere!

Il tuo discepolo Mao Ronny

PS: se hai tempo un giorno vorrei portarti da un antiquario che ha una chitarra originale che Janis Joplin si spaccò in testa in un concerto nel ’67; sai, preferisco andare accompagnato in certi luoghi perchè spesso perdo il portafoglio.’

Carissimo Red,

Scusami se ti rispondo ora, ma mi sono appena risvegliato dal coma farmacologico indotto dalla tua domanda. Ad un quesito del genere un esperto potrebbe risponderti in due parole, tre se ci si aggiunge un insulto (niente di personale, piuttosto un intercalare moderno); invece io ti darò una risposta completa, approfondita, esaustiva, propedeutica e che ti permetterà in futuro di camminare libero con le tue gambe mentre insieme scendiamo a piedi con bici al fianco da un ripidino.

Innanzitutto cosa significa FR 2.25 120 (o 60) TPI:

FR è il suono della ruota mentre rotola, sarebbe più corretto scrivere FRRRRRRRRRRRR, ma per questione di spazio sullo pneumatico viene ridotto a FR

2.25 è l’altezza in metri a cui devi tenere la gomma quando la fai benedire alla messa della domenica prima del giro in bici; di norma per atleti della nostra altezza è utile portarsi uno sgabellino perchè a salire in piedi sulle panche della chiesa poi la gente alcune volte si adira, molto più spesso si incazza.

120 (o 60) TPI significa il numero di ostacoli che la ruota può affrontare; infatti TPI sta per Traps Per Inch, trappole per pollice, quindi la quantità di trappoloni nascosti nel percorso che ogni pollice di ruota può assorbire nella propria esistenza. Dal calcolo di numero di TPI per pollici della ruota puoi capire che hai molte più possibilità di affrontare trappole con la 120. Quindi la risposta è inequivocabilmente che la 120 trappole va messa all’anteriore, perchè è la ruota che per prima si imbatte nella trappola, mentre optare per la 60 trappole al posteriore è la scelta più azzeccata, perchè, oltre ad essere più resistente, si trova ad affrontare in buona parte trappole di seconda mano, perchè già affrontate dalla gomma anteriore. Capirai anche che le biciclette da 29 pollici, matematicamente, possono affrontare molte più trappole delle nostre vetuste ed inguardabili bici da 26 pollici.

Con fremente stima,

Tuo Ziofujo

PS: grazie dell’invito, ma non uso il portafoglio. E poi Janis Joplin mi ha sempre fatto cacare.